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 Oggetto del messaggio: Le erbe di Hypnos e Thanatos
MessaggioInviato: 04/04/2011, 13:35 
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Le erbe di Hypnos e Thanatos
Figli di Nyx, la Notte – dea primigenia della mitologia greca – Hypnos e Thanatos sono due divinità abitanti dell’Averno. Personificazione del sonno, Hypnos era venerato nell’antica Grecia e nell’antica Roma, dove era chiamato Somnus. Hypnos non è temibile come il fratello e dona ai mortali la dolcezza del riposo e l’oblio dal dolore. Thanatos è il dio della Morte; vestito di nero e armato di falce, egli miete la vita di coloro che, per ordine di Atropo, devono iniziare il loro viaggio nell’aldilà. Loro discendenti sono i Sogni che abitano in una grande casa al di là dell’Oceano. Questa casa ha due grandi porte: una di avorio e una di corno. Dalla prima escono sogni premonitori, dall’altra escono sogni falsi e ingannevoli.
Quelle descritte nelle prossime pagine sono le droghe vegetali più potenti e più pericolose e dovrebbero essere impiegate solo da persone esperte. Se volete diventare dei buoni maghi e delle buone fattucchiere (e vivere a lungo), per preparare le vostre pozioni magiche vi consiglio di usare molta cautela e di non trattare con superficialità le droghe e le piante che verranno descritte nelle prossime pagine. :p


Le erbe di Hypnos
Ho raggruppato sotto questo nome le piante, cosiddette «psicotrope», in grado di agire direttamente sul sistema nervoso centrale alterando, in misura sensibile e secondo vari meccanismi d’azione, gli stati di coscienza e provocando una percezione distorta della realtà (allucinazioni, confusione mentale, calo di memoria, disorientamento, ecc.). Gli effetti indotti da queste piante sulla psiche hanno, come effetto principale o secondario, narcosi, obnubilamento e allucinazioni. Chi ne fa uso può subire una temporanea perdita di coscienza oppure cadere profondamente addormentato (ecco perché il riferimento all’antico dio del sonno). Talvolta, a seguito di un uso errato, al sonno può subentrare il coma e anche la morte. Le conseguenze della loro assunzione, comunque, possono essere di vario genere e dipendono, oltre che dal tipo di pianta, dalla dose assunta e dalla costituzione fisica della persona. Ciò significa che la stessa pianta può agire come «erba di Hypnos» (narcotica e allucinogena) oppure come «erba di Thanatos» (velenosa e mortale). La distinzione fra i due tipi è solo indicativa, anche se in genere le erbe di Thanatos sono più potenti e più pericolose di quelle di Hypnos. Molte delle piante descritte nei prossimi capitoli crescono nelle regioni tropicali e subtropicali della Terra e non sono di facile reperibilità.
Il libro di un famoso studioso di piante allucinogene:
"A golden guide to hallucinogenic plants" di Richard Evans Schultes (1976)


Il fungo dell'oracolo
Nell'antica Grecia, ad Eleusi, in occasione dei famosi Mysteria (le feste sacre in onore di Demetra e Persefone), i partecipanti bevevano una pozione magica composta da birra, menta e polvere di segale cornuta (Claviceps purpurea), un fungo parassita dei cereali. Sembra che anche la Pizia, la sacerdotessa di Delfi, prima di pronunciare i suoi oracoli bevesse una pozione a base di segale cornuta.
Il fungo infetta le spighe dei cereali e ha un aspetto del tutto innocuo: piccolo, affusolato e nerastro, sembra un legnetto carbonizzato (o un piccolo cornetto), ma contiene alcaloidi molto tossici derivati dall'acido lisergico, una potente sostanza allucinogena simile all'LSD. Gli effetti della segale cornuta sulla mente e sull'organismo sono portentosi e, allo stesso tempo, devastanti. Chi beve la pozione dell'oracolo ottiene il dono della chiaroveggenza ed è in grado di fare profezie. Il fungo, però, ha effetti collaterali gravissimi e provoca una malattia dagli esiti spesso mortali. La malattia (detta ergotismo, ma in diversi paesi europei è nota anche come «fuoco di Sant'Antonio») si manifesta con convulsioni violente e forme epilettiche (ergotismo convulsivo) oppure con cancrene degenerative agli arti inferiori (ergotismo cancrenoso). Poiché non se ne conosceva la pericolosità, in passato la segale cornuta veniva macinata insieme ai cereali e nel Medioevo fu all'origine di numerose e terribili epidemie. Alcuni derivati sintetici dell'acido lisergico sono oggi usati in medicina e in psichiatria. Fra questi il più noto è l'LSD, una delle sostanze allucinogene più potenti e più pericolose oggi conosciute.
L'ovolo malefico
Presso le antiche civiltà dell’India il fungo allucinogeno Amanita muscaria (ovolaccio o ovolo malefico) era identificato con un dio chiamato «Soma». Per gli antichi egizi, invece, esso era il «pane dei corvi». Gli antichi romani consumavano il fungo mescolato al vino in occasione delle sfrenate feste orgiastiche in onore di Bacco (baccanali). Gli sciamani della Siberia e dell’Alaska usano ancora oggi l’ovolo malefico per ottenere stati di trance durante le loro cerimonie religiose. L’effetto allucinogeno del fungo è tale che le persone che lo consumano hanno l’impressione di volare (da qui il nome inglese del fungo: fly agaric). Le moderne fattucchiere lo essiccano e lo fumano nelle loro riunioni notturne, mescolato a canapa indiana, giusquiamo o stramonio, per aumentare l’eccitazione sessuale e prolungare l’estasi erotica.


 Marijuana e hashish
La canapa indiana (Cannabis indica) è una delle più antiche piante coltivate dall’uomo. Pozioni e incensi a base di canapa erano usati, come rimedio curativo o erba sacra, già 5000 anni fa in medio ed estremo Oriente. Una miscela di canapa indiana, stramonio e ginseng era usata nell’antica Cina come antidoto contro il veleno dell’aconito; nei rituali tantrici indiani si bevevano pozioni a base di canapa indiana per prolungare l’estasi erotica; ancora oggi, in Oriente, si inala fumo di Cannabis durante le sedute yoga per migliorare la concentrazione. La canapa indiana è attualmente prescritta in diversi paesi per combattere il dolore e malattie di varia natura. Dalla Cannabis si ottengono due droghe psicotrope principali: la marijuana e l’hashish. La marijuana è prodotta con le foglie e i fiori essiccati, sia maschili che femminili, mentre l’hashish si ricava dalla sola infiorescenza femminile che è la parte più ricca di principi attivi. Nelle Indie orientali esistono diverse preparazioni a base di hashish che prendono nomi diversi a seconda delle modalità d’uso: il bangh consiste nella pianta intera, fatta seccare e bevuta come infuso in acqua, tè o latte con l’aggiunta di zucchero e spezie; il charas è la resina pura, fumata in pipa oppure usata come una qualsiasi spezia; il ganja è prodotto con le infiorescenze femminili ricche di resina fumate insieme al tabacco.
La tossicità acuta di queste droghe è molto bassa, mentre l’effetto allucinogeno può essere abbastanza intenso, soprattutto se la droga viene fumata. Non a caso il metodo di consumo più in uso è il fumo. Le sensazioni sperimentate fumando hashish o marijuana dipendono dalla persona che le fuma, dal tipo di droga e dalla dose ma, in genere, a basse dosi esse stimolano l’appetito, agiscono come analgesici e risvegliano il desiderio sessuale, a dosi più alte possono provocare forti alterazioni delle percezioni sensoriali (allucinazioni e incubi). Anche se un uso prolungato può portare a dipendenza psicologica, molto raramente la canapa indiana causa seri problemi all’organismo e quasi mai è causa di morte. Esistono droghe legalizzate (tabacco e alcol) molto più letali della Cannabis.
Cannabis indica

La pianta della gioia
Le leggende greche narrano che il papavero da oppio, nato dalle lacrime di Afrodite, fosse il fiore preferito da Hypnos. L’oppio si ricava dalle «lacrime bianche» che sgorgano dalle incisioni praticate nelle capsule acerbe del Papaver somniferum var. album. Il latice che ne fuoriesce si rapprende all’aria, acquistando una consistenza gommosa, e viene poi raccolto in pani grandi come una pagnotta. L’oppio grezzo ha un odore acre, come di ammoniaca o urina fermentata, e un sapore amaro. A volte viene mescolato con oli o resine vegetali, per migliorarne il sapore, e mangiato. Più spesso, però, l’oppio viene lavorato in forma di pillole e bastoncini, fatto essiccare e fumato in speciali pipe. Dall’oppio grezzo si ricavano la morfina e l’eroina.
Il papavero da oppio era una pianta sacra per molte antiche civiltà. Gli Assiri lo chiamavano «pianta della gioia» e consumavano l’oppio nelle cerimonie religiose. Arabi e Persiani lo mescolavano con caffè o hashish, scioglievano la miscela in acqua o vino e la bevevano. Il famoso «vino di Cleopatra» era composto da vino, oppio e semi di stramonio. I cinesi sono stati (e sono tuttora) i più grandi consumatori di oppio. Nell’antica Cina si preparava un magico elisir d’amore con oppio, ginseng e muschio.
L’effetto dell’oppio e dei suoi derivati è sostanzialmente legato alla soppressione del dolore, dell’ansia e della paura. Con l’oppio si ottiene una sorta di «gioia artificiale», intensa ma di breve durata. La morfina, oggi, è uno dei più potenti analgesici disponibili e può essere usata solo sotto controllo medico. Dosi eccessive di oppio e dei suoi derivati portano alla dipendenza fisica e psichica e, non di rado, sono causa di morte.
Fiore e capsula di Papaver somniferum v. album (foto di P. Schoenfelder)


Il tè abissino
Nei paesi dell’Africa orientale e dell’Arabia meridionale è molto diffusa l’usanza di masticare (come si fa in America del sud con la coca) le foglie di un arbusto che cresce spontaneo in quelle regioni: il khat (Chata edulis). Con il khat si prepara un infuso simile al tè, chiamato «tè abissino». Nello Yemen, con le foglie tritate di Chata edulis, mescolate con acqua e miele, si prepara una pasta dolce che viene mangiata o sciolta nel caffè. Le foglie essiccate del khat vengono anche fumate, spesso mischiate ad hashish o marijuana. Gli effetti psicotropi del khat sono simili a quelli delle anfetamine: euforizzanti e ipnotici. Consumando il khat si diventa allegri e ciarlieri e la vita sembra sorridere anche nelle situazioni di disagio. Gli sciamani dell’Africa orientale usano il khat come pianta sacra per ottenere esperienze mistiche. La Chata edulis non è fra le piante allucinogene più pericolose, ma è bene ricordare, comunque, che il khat è una sostanza stupefacente.

continua :-d

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 Oggetto del messaggio: Re: Le erbe di Hypnos e Thanatos
MessaggioInviato: 04/04/2011, 22:42 
Azz... non mi ero accorta che qui c'era l'angolo dei fumati :_d Caspita, c'è da farsi come dei copertoni ! :?a

Mai letto nulla su Hypnos e Thanatos, interessante...

Ehi ragazzi cautela! Non è roba per farsi del tè ! :p :-c


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 Oggetto del messaggio: Re: Le erbe di Hypnos e Thanatos
MessaggioInviato: 04/04/2011, 22:50 
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Njmue ha scritto:
Azz... non mi ero accorta che qui c'era l'angolo dei fumati :_d Caspita, c'è da farsi come dei copertoni ! :?a

Mai letto nulla su Hypnos e Thanatos, interessante...

Ehi ragazzi cautela! Non è roba per farsi del tè ! :p :-c


Ahahah bè se sapevo che esisteva avevo già postato dal mio libro tutta la stora dei mangiatori di hascih e le ricette da magnà

:p :z :?a :?a :-u

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 Oggetto del messaggio: Re: Le erbe di Hypnos e Thanatos
MessaggioInviato: 04/04/2011, 22:52 
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P.s: ho notato che ho mi sono pure incasinata coi tasti :)

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 Oggetto del messaggio: Re: Le erbe di Hypnos e Thanatos
MessaggioInviato: 04/04/2011, 23:54 
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Quelle descritte nelle prossime pagine sono le droghe vegetali più potenti e più pericolose e dovrebbero essere impiegate solo da persone esperte. Se volete diventare dei buoni maghi e delle buone fattucchiere (e vivere a lungo), per preparare le vostre pozioni magiche vi consiglio di usare molta cautela e di non trattare con superficialità le droghe e le piante che verranno descritte nelle prossime

Infatti la mia premessa è stata propio all'indrgna della prudenza.
Le posto solo per conoscenza, poichè una buona strega deve SAPERE :l

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 Oggetto del messaggio: Re: Le erbe di Hypnos e Thanatos
MessaggioInviato: 05/04/2011, 17:44 
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Per quanto mi riguarda, faccio sempre tutto con molta cautela...poi la mia era na battuta... XD

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 Oggetto del messaggio: Re: Le erbe di Hypnos e Thanatos
MessaggioInviato: 05/04/2011, 18:07 
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ma ne sono certa tesoro

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 Oggetto del messaggio: Re: Le erbe di Hypnos e Thanatos
MessaggioInviato: 05/04/2011, 18:13 
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Spero che tutti gli apprendisti come me seguano il tuo consiglio :)

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 Oggetto del messaggio: Re: Le erbe di Hypnos e Thanatos
MessaggioInviato: 07/04/2011, 8:29 
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ED eccomi qui a continuare il percorso iniziato :_d


Filtro d'amore africano


Nell'Africa centro-meridionale cresce una pianta chiamata Iboga (Tabernanthe iboga) i cui effetti afrodisiaci hanno quasi del miracoloso. In Congo da secoli si beve un infuso preparato con corteccia o radice di Iboga e vino di palma. Gli uomini bevono questo filtro d’amore per migliorare le proprie performance sessuali e per curare l'impotenza, le donne lo bevono per combattere la frigidità. La pozione di Iboga aumenta il desiderio sessuale, provoca erezioni prolungate negli uomini e induce visioni e allucinazioni. I guerrieri e i cacciatori bevono la pozione, oppure masticano la corteccia di Iboga, per avere più coraggio nelle battaglie e più resistenza nelle battute di caccia. Gli stregoni assumono la pozione per ottenere da essa il dono della divinazione al fine di curare le malattie o per ritrovare oggetti smarriti o rubati. Nelle pozioni usate dagli stregoni sono spesso presenti, oltre all'Iboga, altre piante sacre e le ricette sono segrete. Una dose molto alta di pozione può produrre una sorta di morte apparente che gli stregoni a volte sfruttano per entrare in contatto con gli spiriti degli antenati e con gli dei. :r

La pozione di iniziazione


Nell’Africa tropicale occidentale, in occasione delle cerimonie di iniziazione alla vita adulta (che sono, allo stesso tempo, cerimonie religiose e sociali), alle ragazze vergini viene fatta bere una pozione a base di birra di sorgo, corteccia di Iboga e succo di corteccia dell'albero di Yohimbe (Corynanthe yohimbe). Grazie a questa pozione le ragazze si preparano al loro primo incontro d’amore con l’artefice dell’iniziazione che è, in genere, il capo tribù o lo stregone del villaggio. La stessa pozione viene quindi bevuta dall’«iniziatore» e la cerimonia procede. L’effetto della pozione sulla donna è un generale rilassamento fisico e psichico, mentre nell’uomo essa aumenta il desiderio erotico e l’intensità dell’erezione. Durante le feste di iniziazione, che a volte durano più di dieci giorni, bevono la pozione anche molti maschi adulti e la cerimonia dopo un po’ degenera in una grande orgia selvaggia che coinvolge uomini e donne. Oggi le cerimonie di iniziazione si svolgono con rituali molto meno cruenti (salvo che in alcuni sperduti villaggi dove sopravvivono ancora), ma in passato nei villaggi africani era normale far entrare i giovani nell’età adulta attraverso brutali prove fisiche: ai giovani maschi erano riservate pericolose prove di forza e di coraggio, per le femmine il metodo più comune per entrare a far parte del mondo degli adulti era invece lo stupro rituale.
La pozione di iniziazione :f
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Le erbe degli antenati


In molte tribù indigene dell’America centro-meridionale è diffuso il culto degli antenati. Per mettersi in contatto con gli spiriti degli antenati, gli sciamani bevono pozioni magiche preparate con diverse piante sacre. Fra quelle più usate con questo scopo vi sono la trombetta degli angeli (Brugmansia), il borrachero (Methysticodendron amesianum) e il toloache (Datura innoxia). Da queste piante gli indigeni prelevano le fogli e i semi e con essi preparano infusi e decotti che poi bevono durante le feste religiose, spesso mescolati con la chicha (birra di mais). Gli indios tzeltal del Messico preferiscono invece fumare le foglie essiccate di Brugmansia mescolate al tabacco. Gli effetti provocati dalle «erbe degli antenati» sulla psiche dipendono dalle specie e dalle dosi usate, ma in genere i partecipanti avvertono una iniziale eccitazione seguita dalle visioni, più o meno forti e durature, degli spiriti degli antenati.

La bevanda della vera realtà


Gli indios dell’Amazzonia preparano una bevanda magica che contiene un certo numero di piante sacre e che essi chiamano «bevanda della vera realtà». Fra le numerose erbe presenti, una delle più potenti è l’ayahuasca (Banisteriopsis caapi), una liana che vive nelle foreste tropicali del Sud America. Solo gli sciamani e gli stregoni possono preparare questa pozione magica e le ricette, che variano da tribù a tribù, sono tenute segrete. Usando queste pozioni gli sciamani e gli stregoni compiono «viaggi mentali» nelle dimensioni ultraterrene e sono in grado di interrogare le divinità. Gli scopi di questi «viaggi» nel mondo degli dei sono diversi: possono servire per conoscere il futuro oppure per farsi spiegare come curare una malattia oppure per conoscere in anticipo l’avvento di carestie o calamità naturali. La «bevanda della vera realtà» viene consumata soprattutto di notte perché gli effetti della droga (ipnotici e allucinogeni) si manifestano in prevalenza attraverso i sogni. Gli sciamani sostengono che i sogni sono momenti di vita molto più reali di quelli vissuti alla luce del sole e asseriscono che, quando bevono la pozione, il loro spirito vola alto nel cielo attraversando lo spazio e il tempo. In passato alcuni antropologi che avevano sperimentato personalmente la droga sostennero che il succo della liana sviluppava delle vere capacità telepatiche e che le esperienze extrasensoriali descritte dagli sciamani erano realmente avvenute.

La pozione degli dei ubriachi


Un’antica leggenda maya narra che gli dei, dopo aver creato il mondo, per festeggiare l’evento presero una colossale sbronza. Per ubriacarsi gli dei non bevvero alcool, ma un intruglio preparato con la corteccia e le radici di un albero tropicale chiamato balché (Lonchocarpus violaceus) e altri ingredienti magici. In occasione di particolari cerimonie religiose i discendenti dei Maya Lacandoni ancora oggi si ubriacano con la stessa bevanda. La preparazione della pozione inebriante è piuttosto elaborata e prevede un cerimoniale complesso. A grandi linee, la procedura tradizionale è questa: si fabbricano delle speciali canoe di legno che vengono riempite con acqua e miele dove si fanno fermentare, per alcuni giorni, pezzi di corteccia e radici di balché, poi si aggiungono altri ingredienti magici che possono essere erbe sacre (trombetta degli angeli, tabacco, ecc.) oppure pelle di rospi e rane arboricole; infine, per migliorare un po’ il sapore, si aggiungono cacao, vaniglia e fiori del frangipani. Quando tutto è pronto i partecipanti alla festa bevono grandi quantità di questo intruglio (diversi litri a testa) invocando gli dei. L’effetto della pozione è graduale: all’inizio le persone diventano euforiche, danzano e cantano, poi cominciano a rilassarsi, spesso vomitano, qualcuno diventa sentimentale, altri piangono, altri ancora ridono a crepapelle. Quando tutto il beverone è consumato, i commensali cadono in un sonno profondo e senza sogni. Al risveglio, diverse ore dopo, essi sentono la mente libera e lo spirito purificato. L’ubriacatura di gruppo, oltre che essere una importante cerimonia religiosa, svolge un altrettanto importante ruolo di coesione sociale.

La polvere divina


Alcune tribù precolombiane del sud America consideravano la coca (Erythroxylon coca) una divinità femminile e la chiamavano «Mama Coca». Gli usi della droga sono molteplici. Ancora oggi essa viene usata per sopportare la fatica, per combattere il «mal di montagna», per smorzare i morsi della fame e per incrementare l’efficienza fisica e sessuale. Per prolungare l’erezione e aumentare il piacere (proprio e della compagna) durante un rapporto sessuale, gli uomini masticano le foglie di coca e si spalmano sul pene la pasta così ottenuta. Gli inca usavano il decotto di foglie di coca anche come anestetico durante le trapanazioni rituali del cranio. La coca si può consumare tal quale, masticando per lungo tempo le foglie mescolate a cenere o calce, come se fosse un chewing-gum, oppure in forma di decotto («mate de coca») o, ancora, come polvere. La polvere di coca (da non confondere con la cocaina) si ottiene sminuzzando finemente le foglie essiccate o tostate. La polvere viene sciolta in acqua, spesso mescolata con altre piante sacre (trombetta degli angeli, san pedro, villca e altre) e bevuta oppure fumata. Gli sciamani fumano la polvere di coca in occasione delle cerimonie religiose per costruire un «ponte di fumo» attraverso il quale entrano nel magico mondo degli spiriti e degli dei.
:?a
:e continua... :g

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Ultima modifica di aizirta su 11/04/2011, 13:02, modificato 1 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Le erbe di Hypnos e Thanatos
MessaggioInviato: 07/04/2011, 14:33 
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Iscritto il: 05/03/2009, 14:58
Messaggi: 806
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Stai facendo un ottimo lavoro... Peccato non averti conosciuta una decina di anni fa... Queste cose mi sarebbero servite per la mia tesi di maturità eheheeh... xD

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