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 Oggetto del messaggio: Re: Le erbe di Hypnos e Thanatos
MessaggioInviato: 08/04/2011, 14:10 
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peccato :-d

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 Oggetto del messaggio: Re: Le erbe di Hypnos e Thanatos
MessaggioInviato: 11/04/2011, 13:10 
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Pozione gloria del mattino
La pozione «gloria del mattino»

era usata dagli antichi Maya e dagli Aztechi per contattare gli spiriti degli antenati e gli dei. Ancora oggi gli sciamani Maya e Zapotechi la usano per entrare in tranche e ottenere risposte dagli dei in merito a questioni riguardanti la vita del villaggio: malattie, furti, matrimoni, condizioni del tempo, ecc. La pozione si ottiene dai semi di una pianta tropicale nota come Ololiuqui (Turbina corymbosa) e da varie specie di Ipomoea. Nei paesi americani queste specie sono conosciute come morning glory (gloria del mattino). L’effetto allucinogeno è molto forte e simile a quello prodotto dalla segale cornuta e dall’LSD.
Il sacro cactus
Nelle regioni desertiche del Messico settentrionale e del Texas cresce un piccolo cactus senza spine che gli indiani di quelle regioni considerano una specie di divinità: il peyote (Lophophora williamsii). Il peyote è un fungo allucinogeno, reso famoso dallo scrittore Carlos Castaneda, le cui proprietà sono oggi universalmente note. Gli sciamani aztechi bevevano un infuso di peyote mescolato con pulque (acquavite di agave) durante le cerimonie religiose. L’oggetto di tali cerimonie era spesso un sacrificio umano e non di rado esse culminavano in orge sfrenate. Le stesse vittime sacrificali dovevano bere la pozione del «sacro cactus» prima che gli venisse asportato il cuore. La raccolta e il consumo del peyote sono oggi generalmente vietati. Solo alcune tribù del Messico (principalmente tarahumara e huichol) hanno il permesso di consumare il peyote in occasione di particolari feste religiose.
Gli indiani usano le visioni prodotte dal cactus per interrogare gli dei e conoscere il futuro. Dopo averlo raccolto, ne tagliano la porzione superiore, la fanno seccare e la mangiano durante i riti. Gli effetti provocati dal peyote sulla psiche sono piuttosto forti e consistono in visioni riccamente colorate e allucinazioni che coinvolgono tutti i sensi. L’effetto psichedelico procede sostanzialmente in due fasi: all’inizio i partecipanti alla festa si sentono particolarmente recettivi e sensibili, poi i loro muscoli si rilassano, la mente diventa meno recettiva agli stimoli esterni e più sensibile ai segnali che provengono dall’interno. Alla fine, dopo aver mangiato parecchi pezzi di peyote, bevuto vino in abbondanza, fumato tabacco e danzato quasi tutta la notte, i partecipanti si addormentano spossati.
Le allucinazioni indotte dal peyote sono particolarmente suggestive e realistiche e le visioni molto colorate. Sembra che i geometrici e variopinti motivi riprodotti sui tappeti e le coloratissime vesti degli indiani vengano spesso copiati dalle visioni indotte dal peyote. Il peyote contiene circa trenta alcaloidi diversi e uno dei componenti principali è la mescalina.
Le feste in cui vengono raccolti e poi consumati i «sacri cactus» sono molto folcloristiche, tuttavia per gli indiani non sono momenti di svago, ma vere e proprie cerimonie religiose. Per gli huichol, i tarahumara e le altre tribù degli altopiani il peyote non è un semplice cactus, ma la pianta sacra per eccellenza.

Il cactus San Pedro
Il San Pedro (Trichocereus pachanoi) è un cactus colonnare che cresce sulle coste del Perù ed è una delle piante sacre più importanti per gli indiani peruviani. I principi attivi in esso contenuti e gli effetti allucinogeni prodotti sono del tutto simili a quelli del peyote. La preparazione della pozione di san pedro è lunga e laboriosa: grossi pezzi di cactus vengono bolliti per diverse ore insieme ad altre erbe magiche della zona. Quello che si ottiene viene filtrato e poi mescolato con la chicha (birra di mais) e bevuto durante le feste religiose. Un altro modo di consumare la polpa del San Pedro è questa: il cactus viene privato delle spine, fatto a pezzi piccoli oppure tritato e poi mescolato con tabacco e foglie di coca sminuzzate fino a ottenere una pastella di consistenza gommosa che viene masticata come se fosse chewing-gum.
La carne degli dei
In Messico crescono dei piccoli funghi allucinogeni che gli antichi maya e gli aztechi mangiavano durante le cerimonie religiose. Questi funghi, dal sapore amaro e acre, provocano allucinazioni e visioni profetiche. Gli indiani li mangiano per interrogare gli dei o per scacciare le forze del male. Durante gli stati di trance indotti dai funghi si possono osservare animali selvatici, disegni astratti e coloratissimi ed enormi funghi antropomorfi. Come già detto per il peyote, sembra che gli indiani fissino nella mente i geometrici e variopinti motivi osservati durante i loro «viaggi» nel mondo degli spiriti per poi riprodurli su tappeti e vestiti. Gli aztechi chiamavano questi funghi teonanacatl (carne degli dei) e sostenevano che i funghi «parlavano». Questo è spiegato dal fatto che le allucinazioni indotte dai funghi si manifestano, oltre che attraverso visioni colorate, con suoni di varia natura. Il fungo sacro più usato è Psilocybe mexicana. È un piccolo fungo che cresce sulle alture e nei prati umidi del Messico meridionale. Il fungo causa stati di ebbrezza e forti allucinazioni caratterizzate da visioni colorate e suoni. Le tribù indigene lo consumano soprattutto per entrare in contatto con gli spiriti benevoli e convincerli a guarire le malattie.


[center]Il loto
Questo estratto è tratto dal "Introduzione al Loto" di Zarkheba <Il Nero> Cultista di Kalor e conoscitore di Droghe:
A Petra si trova di tutto.
Ogni Droga è venduta, droga finita, piuttosto che materie prime per prepararla.
La più famosa di tutte le erbe è la pianta del Loto.
Ne esistono diverse ed ogni varietà ha usi diversi; per lo più tutte le piante provengono dalle zone paludose delle Malelande del Caos.
Persino tra molti studiosi c'è un acerta confusione sulla nomenclatura per i vari tipi di Loto. A tal fine il seguente sistema di classificazione e' ideato per essere semplice e di facile comprensione:


- LOTO BIANCO: il Loto Bianco è la pianta più alta di Loto, cresce nelle zone umide anche nelle terre selvagge ed è benigni o comunque innocuo. Non ci sono usi per questa pianta.

- LOTO DORATO: unica pianta di Loto che cresca nelle zone desertiche al dila' delle terre conosciute. E' molto rara, il suo estratto < il succo di Loto Dorato> è benigno.
- SUCCO DI LOTO DORATO:
questo liquido è estremamente raro e costoso. Poche gocce garantiscono immediato sollievo al sonno. Si dice che aiuti anche la cura della pazzia.

- LOTO GIALLO: assomiglia al Loto Nero per i suoi effetti, ma è meno potente; il Loto Giallo secerne la <Resina di Loto Giallo> e non ha altre proprietà utili. Cresce nelle Paludi delle Malelande. - RESINA DI LOTO GIALLO:
Questa resina scura estratta dalle foglie e dai fiori del Loto Giallo è simile alla polvere di Loto Nero, ma meno potente.
La resina è usata soprattutto dagli Stregoni per Divinare. Provoca allucinazioni e incoscienza.

- LOTO GRIGIO: Anche questa pianta di Loto si trova nelle paludi. Della pianta si usa solamente il Fiore, che viene tagliato, seccato e ridotto in polvere fine. - POLVERE DI LOTO GRIGIO:
La Polvere di Loto Grigio rende pazzo chiunque l'aspiri, provocando uno stato d'ira simile al furore dei Berserker.
Viene spesso fatta assumere ai Gladiatori destinati a scontri mortali.

- LOTO VERDE: Il Loto Verde ha fiori di colore scuro, dagli inesperti confusi con quelli di loto Nero, ma si distingue da questo per l'assenza di profumo dei suoi fiori.
I fiori di loto Verde sono tagliati, seccati e ridotti in polvere che assume un colore verdastro, nota come < Fiore di Loto Verde> -
FIORE DI LOTO VERDE:
E' uno dei veleni più letali esistenti, è una polvere di colore verde che uccide se inalata. Se mescolata in piccole dosi a liquidi provoca temporanea paralisi.

- LOTO ROSSO: Cresce solamente nella Palude della Cabala. Da tale pianta si estrae un liquido, che mescolato con acqua o vino è conosciuto come: < Elisir Purpureo> o <Liquore Rosso>. - ELISIR PURPUREO o LIQUORE ROSSO:
E' una bevanda simile al vino, ma di colore rosso acceso. Rende chi l'assume più focoso, allegro e disponibile.
I Faerie e le Fate sono particolarmente sensibili a questa bevanda.
I Nani lo devono bere puro, non annacquato.
Viene spesso bevuto dagli Elfi, bisognosi di tale <ricostituente>

- LOTO NERO: E' la più versatile e pericolosa di tutte le piante di Loto. Raccogliere la pianta stessa è pericoloso, in quanto i suoi Fiori emanano un profumo che fa svenire...
Questa pianta viene usata in molti modi, dal letale veleno < Succo di Loto Nero>, alla droga <Polvere di Loto Nero> o al vino, noto come < Vino di Loto>. - SUCCO DI LOTO NERO:
E' un potente veleno, che ha effetto istantaneo. Chi lo beve barcolla, si sente subito debole e muore.

- POLVERE DI LOTO NERO:
Questa polvere ricavata dai fiori essiccati, simile all'incenso è una droga, che se bruciata su appositi bracieri, provoca effetti allucinogeni.
Ha un odore penetrante che provoca sonnolenza e allucinazioni.
Ma questo sonno può essere anche utile, dato che i sogni che ne derivano sono spesso profetici o ricchi di informazioni.
Viene usato usulamente da molti Stegoni per aumentare i propri poteri.
La polvere se aspirata pura ha effetti narcotizzanti.
- VINO DI LOTO:
è una bevanda simile al Vino, da bere per gusto.
In dosi equilibrate fa accendere i sensi.
Ha effetti simili alla Polvere, ma non dona sogni.
Estratto di un discorso da Taverna nei Ducati fatto da un Halfling prima di essere arrestato e e giustiziato per uso e spaccio di Droghe.

"... Il Loto Nero non è una Droga! E' una forma d'evasione dalla Realtà con un fine Creativo... Crea nuovi mondi fantastici in cui i nostri desideri si avverano... ti rende euforico e ti fa dimenticare tutto lo schifo che ci circonda... una pipa, un po' di fuoco ed il gioco è fatto! Qualche ora di perfetta estasi! In più questo è il massimo in circolazione, le coltivazioni sono le migliori delle terre dell'Est... solo loro riescono ad ottenere il massimo dai fiori... sarà l'eccellente terreno... allora sei interessato a qualche dose?..."
PS: Il misterioso interlocutore era Karl Von Ehrik Capo Commissario di Distretto, noto per la sua rigidezza, che era in locanda in attesa del suo the pomeridiano
Ricetta gentilmente fornita da Kyt


I veleni che le streghe di un tempo
Usavano per uccidere


Iveleni che le tsreghe di un tempo usavano per uccidere, ovvio i riferimetni agli ingredienti hanno un significato simbolico ,
ma cosi sono state tramandate, le streghe erano anche molto burlone,mai avrebbero scritto i loro ingredienti anche nn sapevano scruivere!
vado
1)si prenda un rispo e lo si metta in una coppa molto profondaa dd'argento e si fa abbrustolire a fuoco lento k'animale , gli umori velenosi emunti dal suo corpo impregneranno il metallo taanto ceh la coppa diventera' fatale a colui che ci berra'
2)tagliando i peli della coda di un cavallo emescolandoli col cibo,colui che li mangera' morira' perhce' i peli si aattaccheranno alle apreti dellos tomaco edell'intestino e lo faranno imputridire.
3) nutrendo i polli le oche esimili con piante velenose come il giusquiamo,l'elleboro e dandone poi in apsto all'uomo esso mori' per avvelendamento.[/center] :f
ciao a tutti e siate molto attenti nel maneggiare le piante :g

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 Oggetto del messaggio: Re: Le erbe di Hypnos e Thanatos
MessaggioInviato: 10/05/2011, 20:28 
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Iscritto il: 05/03/2009, 14:58
Messaggi: 806
Località: nomade
Ti riporto su il topic con questo brano sulla DATURA STRAMONIUM... :)


La Datura è un fiore conosciuto fin dall'antichità; già gli Aztechi ne utilizzano le foglie e i semi, dal forte potere narcotizzante, soprattutto durante i riti religiosi, per i quali era richiesto grande coinvolgimento e assoluto abbandono ai voleri delle divinità. L'uso della Datura si è presto diffuso anche nel nostro continente. Da rilevare è la bellezza dei fiori che sono di grandi dimensioni, bianchi e profumatissimi. Le foglie, che possono avere un forte effetto calmante e tranquillizzante, devono essere utilizzate in minime quantità e sotto forma di infuso. Nel linguaggio dei fiori la Datura vuol dire incognita, magia e incantesimo.
Lo stramonio comune (Datura stramonium L.) è una pianta a fiore appartenente alla famiglia delle Solanacee (Angiosperme Dicotiledoni).
Come altre specie del genere Datura (Datura inoxia, Datura metel etc.) è una pianta altamente velenosa a causa dell'elevata concentrazione di potenti alcaloidi, presenti in tutti i distretti della pianta e principalmente nei semi.
Pianta erbacea a ciclo annuale, presenta una radice a fittone, fusiforme, e un fusto eretto, con biforcazioni ramose e altezza che può raggiungere anche i due metri.
Le foglie sono semplici e alterne, di grandi dimensioni, picciolate, con lamina ovale, base asimmetrica e margine dentato-frastagliato.
I fiori sono ermafroditi, lunghi fino a 10 cm e solitari, presenti nelle zone terminali e nelle ascelle dei vari rami. Il calice è di forma allungata e composto da 5 sepali a lobi saldati; da questa si sviluppa una corolla bianca, a volte con sfumature violacee, di forma tubulare, a 5 petali saldati, acuminati e pieghettati. L' androceo è composto da 5 stami, il gineceo da un pistillo con ovario supero, bi-carpellare e biloculare, munito di stilo unico e stimma bifido.
La fioritura avviene tra luglio ed ottobre; i fiori rimangono chiusi durante il giorno per poi aprirsi completamente la notte, emanando un intenso e penetrante odore che attira le farfalle notturne; l' impollinazione è infatti entomofila (tramite insetti pronubi).
Il frutto è una capsula globosa, divisa in 4 logge, della grandezza di una noce ed irta di spine (da qui il nome di noce spinosa); al suo interno si trovano numerosi semi neri e reniformi, lunghi circa 3 mm.
I nomi erba del diavolo ed erba delle streghe si riferiscono alle sue proprietà narcotiche, sedative ed allucinogene, utilizzate sia a scopo terapeutico che nei rituali magico-spirituali dagli sciamani di molte tribù indiane. Contiene infatti, gli alcaloidi allucinogeni scopolamina e atropina. L'uso della Datura stramonium per questo tipo di finalità è estremamente pericoloso in quanto la dose attiva di alcaloidi allucinogeni è molto vicina alla dose tossica. Della pianta vengono mangiati i semi o i fiori, talvolta utilizzati assieme alle foglie in forma di tisana.
Tutta la pianta è estremamente velenosa per via dell'alto contenuto di alcaloidi che variano in concentrazione ed in tossicità nelle diverse parti della pianta (radice, fiori, fusti, foglie e semi) e nelle diverse stagioni nonché da esemplare a esemplare. In tempi remoti veniva spesso usata per il suicidio e l'omicidio. L'exitus avviene tramite la paralisi della muscolatura respiratoria. Venivano usate le foglie, per alleviare l'asma bronchiale, sotto forma di sigarette contenenti anche altre erbe medicinali; finché non furono evidenti gli effetti collaterali e la dipendenza che i pazienti subivano inevitabilmente fumando tutti i giorni tali sigarette.
Le concentrazioni degli alcaloidi variano parecchio da pianta a pianta (foglia 0.1 - 0.65%, seme 0.4 - 0.6%). Questo rende difficile la produzione di tinture normate ed affidabili per scopi terapeutici. In passato il problema veniva risolto con autoesperimento per ogni lotto di tintura prodotta, che poi non si vendeva ma veniva usata esclusivamente per i propri pazienti. Il seme è composto da:

tropanalcaloidi: prevalentemente giusciamina e scopolamina.
beta-carbolinalcaloidi come la fluorodaturatina
4-metilsteroli
lectine
oli grassi
proteine

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