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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: I Sacri riti del Sangue femminile
MessaggioInviato: 22/02/2011, 21:56 
C'era un tempo in cui, quando le donne avevano le mestruazioni, in diverse parti del mondo erano considerate indemoniate e rinchiuse, per tutto il periodo, dentro delle gabbie in cui, a malapena, veniva fornito loro un pasto.
Qui in Italia era loro impedito di lavorare nelle campagne nè di toccare animali o prodotti della terra perchè si diceva che sarebbero morti.
In pratica, nell'ignoranza di alcune menti, la fertilità della donna faceva paura, eppure....
C'era un tempo in cui la fertilità femminile si univa a quella della terra e della vita.
La magia delle donne parte da molto lontano....



Da un testo I Sacri Riti del Sangue femminile



Ci fu un tempo in cui tutte le Donne seguivano gli insegnamenti della Grande Madre, udivano il suo canto nel vento, nel mormorare delle foglie, nel silenzio della notte, e colme della Sua consapevolezza ne rispecchiavano i bei lineamenti.
Depositarie della Conoscenza divina, appresa sin dai primi anni di vita per trasmissione orale, esse condividevano con amore e indicibile dolcezza ogni passaggio della loro vita, ogni momento di “morte nella vita” e di “vita nella morte”. Le loro fasi muliebri erano celebrate con riti sacri, con feste e manifestazioni gioiose e probabilmente comprendevano pratiche segrete e lunghe meditazioni che ispiravano la tenera Comunione con la Dea, fonte inesauribile di emozioni e sensazioni tanto belle e amorevoli da non poter essere descritte con semplici parole.
In quel tempo, le Donne-Luna, ovvero le donne che per la loro perfetta armonia lunare/femminile potevano essere viste come Figlie della Luna, onoravano i propri cicli di sangue come momenti di pura magia, di segreta intimità, di scoperta delle segrete sostanze di vita.
Il sangue che, caldo, scivolava tra le loro gambe era per loro un dono prezioso che richiedeva attenzioni premurose, periodi di tacita contemplazione ed introspezione: non mentale e governata dalla ragione, ma istintiva e legata alle naturali percezioni del corpo.
Attraverso il Ciclo, esse accedevano misteriosamente a stati di coscienza diversi da quelli consueti, grazie ai quali profetizzavano, si accostavano all’inconoscibile, ricevevano sogni e visioni sottili che, spesso, le portavano a prendere decisioni importanti per tutta la tribù, nonché a guidarla con equilibrio e saggezza. Si potrebbe pensare che proprio in questi momenti sacri e grazie a queste visioni, le Donne percepivano e raccoglievano immagini simboliche che poi trasformavano in storie e fiabe, in nuovi canti, in nuovi miti e riti sacri: comprendevano nuovi frammenti del sapere divino e nuovi modi per trasmetterlo alle proprie sorelle.
Il sangue, infatti, era ritenuto foriero di Conoscenza e i sogni che avevano a che vedere con il suo scorrere erano fonte stessa di sapienza ancestrale.
Esso era inoltre visto come la primigenia sostanza da cui aveva origine ogni più semplice forma di vita, poiché vi risiedeva la misteriosa magia di Creazione, la primitiva argilla che formava e plasmava il bimbo nella pancia della mamma e che gli donava la preziosa Anima imperitura.
Come un purpureo fiore dall’acre profumo, il flusso sacro poteva, infatti, trasformarsi in frutto, ma poteva anche sfiorire semplicemente, perdendo i suoi delicati petali come liquide gocce vermiglie.

Continua....
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 Oggetto del messaggio: Re: I Sacri riti del Sangue femminile
MessaggioInviato: 23/02/2011, 18:49 
Moderatore
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Iscritto il: 05/03/2009, 14:58
Messaggi: 806
Località: nomade
Io credo che questa visione dovrebbe essere ripresa tra le tradizioni moderne... Per lo meno in parte...
Noi donne siamo abituate a vedere il periodo del ciclo mestruale come qualcosa di doloroso (in special modo per la sottoscritta) e di antipatico... :punch: Non tutte sanno quante cose ci sono dietro...

Io comunque sapevo una cosa un po' contrastante... E cioè che durante il ciclo non è opportuno leggere le carte o effettuare incantesimi, perchè i risultati potrebbero essere competamente sfalsati. Qual'è la versione corretta?

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 Oggetto del messaggio: Re: I Sacri riti del Sangue femminile
MessaggioInviato: 23/02/2011, 21:48 
Guarda, ti posso rispondere tranquillamente che vi sono rituali che non si possono effettuare durante il ciclo, ma sono pochi ed è ben specificato il motivo.
Per tutti gli altri non vi è assoluto divieto anzi... a volte dà supporto all'energia. Soprattutto a quei rituali con la natura... Te lo dico anche per esperienza personale ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: I Sacri riti del Sangue femminile
MessaggioInviato: 24/02/2011, 10:50 
..... continua

L’interna fioritura e deperimento del ciclo femminile, che rendeva le donne ricettacolo di fertilità e sterilità, di vita e morte regolarmente alternate, rispecchiava il succedersi costante dei tempi della Natura, delle stagioni e, soprattutto, delle età della Luna.
Dolce sorgente femminile d’acqua e di sangue, la Regina del cielo è, sin dall’inizio del tempo, la Guardiana del sacro ritmo terrestre che genera il mutamento perpetuo; governa e scandisce, in un divino connubio di luce ed ombra, il profondo contrarsi del sotterraneo utero primitivo, insegnando a seminare e a raccogliere, a tagliare e lasciar crescere, a creare, in un divampare ardente di vita, e a covare l’ispirazione nel tiepido ventre oscuro.
Da questo ritmo divino, dall’oscurarsi e schiarirsi della Luna, dal loro sangue mestruale, le antiche Donne apprendevano la natura del Ciclo perpetuo, del Tempo e della Misura. In armonia con essi, danzavano splendidamente e le loro movenze riflettevano l’armonia delle acque nascoste, delle maree e, più di tutto, della loro amata Luna, che da sempre vegliava su di loro e splendeva nei loro occhi. Luna che è Donna, così come la Donna è un suo sublime raggio d’avorio, disceso e fiorito sulla Terra.
Vivendo e conoscendo la Grande Madre come generatrice del divenire e conservatrice del suo stesso nucleo di luce perenne, esse comprendevano la loro similitudine con Lei e capivano che tutto ciò che avevano bisogno di conoscere era già presente in loro stesse sin dalla nascita. Così si osservavano e si scoprivano lentamente, sostavano in silenzio sul limitare dei ruscelli, sotto l’ombra degli alberi ricoperti di muschio, accanto al fuoco delle loro abitazioni… si osservavano, si ascoltavano… e Sapevano.

I loro antichi e splendidi riti riposano in un tempo passato. Forse qualche anziana dallo spirito antico, che nonostante il lento degenerarsi dell’umanità esiste ancora, ne conserva il ricordo e lo preserva segretamente, ma di fatto poco di conosciuto è rimasto qui, per noi che cerchiamo.
Eppure quel poco che è sopravvissuto, proveniente soprattutto dalle tradizioni dei Nativi Americani, è tuttora ricco di magia ed amore tanto grandi da far salire agli occhi qualche lacrima solitaria, memore di una qualche strana nostalgia che qualcuno prova ancora in fondo al proprio cuore.
Uno dei riti che abbiamo la fortuna di conoscere, probabilmente di origine molto antica, è quello che la tribù dei Kuna, dell’istmo di Panama, celebra per le fanciulle che versano il loro sangue per la prima volta.
Come in moltissime altre culture il rito è compiuto ed assistito dalle anziane, ovvero da coloro che hanno vissuto tutte le fasi della vita femminile e che pertanto possiedono la più alta saggezza.
Queste fanno sdraiare sul suolo nudo la giovane donna e, sedendo in cerchio intorno a lei e fumando, le lanciano addosso della terra per ricoprire il suo corpo. Mentre fumano le Donne intonano i canti sacri ed invocano la Dea Mu, protettrice dei Kuna e generatrice del Sole, della Luna, delle Stelle, degli animali e di tutta la lussureggiante vegetazione.
Dopo essere stata “sotterrata”, la ragazza si scuote via dal corpo il terriccio e le anziane le cospargono il viso col succo purpureo di una pianta chiamata Saptur. Questa pianta cresce in una caverna poco distante dal luogo del rito; una caverna in cui sono seppelliti i morti della tribù. La sua linfa rossa si crede che sia il sangue mestruale di Mu.
Dipinta di rosso, la giovane è quindi pronta per entrare nella sacra capanna di Inna, dove viene celebrato il rito d’iniziazione, e qui le vengono tagliati i lunghissimi capelli.
Come cadono a terra i capelli, ciocca dopo ciocca, così la fanciulla lascia cadere la propria infanzia, della quale si è definitivamente spogliata. Ella la dona a Inna e accede ad una nuova fase della sua vita, divenendo donna.
In questo bellissimo rituale sono presenti molti temi simbolici che richiamano la morte e il passaggio a nuova vita. L’albero dal succo di porpora cresce in mezzo ai morti, eppure rappresenta il sangue di Mu, il sangue della vita, della fertilità, della bimba che da vergine diventa donna in grado di procreare; l’essere ricoperte di terra evoca la sepoltura che si dà ai defunti e segna la fine, il sotterramento di un vecchio modo di essere da cui la fanciulla si purifica, poiché il passaggio deve essere accettato, così come ciò che ne consegue. Anche il taglio di capelli rappresenta la morte di una parte dell’essere e l’accesso ad una nuova condizione interiore ed esteriore.
L’usanza di tagliare i capelli in occasione dei riti di passaggio era piuttosto comune in molte parti del mondo e indicava la transizione da uno stato all’altro, il mutamento e la trasformazione che portavano la persona ad abbandonare la sua vecchia identità. Completamente rasato, inoltre, il capo assomigliava sia ad un teschio che alla testa di un neonato e questa immagine rafforzava ancora di più la connessione con la morte e la rinascita, incoraggiandole entrambe.
Attraverso il menarca la fanciulla viveva un vero e proprio viaggio nell’oltretomba, per uscirne rinnovata e per rendersi sacra agli occhi delle sue sorelle e della divina Mu.

In alcune tribù di nativi americani la donna che sta vivendo i suoi giorni di sangue possiede un grande potere poiché è direttamente connessa con l’energia primordiale della Grande Madre.
Gli stessi nomi con cui, in tutto il mondo, veniva –e forse viene tuttora- definito il flusso femminile richiamavano sempre qualcosa di magico, misterioso e molto potente.

.... continua ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: I Sacri riti del Sangue femminile
MessaggioInviato: 25/02/2011, 1:42 
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Iscritto il: 24/05/2009, 1:19
Messaggi: 33
per anni o meglio per secoli la donna con il ciclo è sempre stata vista come portatrice impura di un qualcosa che non si riesce a capire.A volte mia madre mi vieta di sfiorare le piante perche dice che se toccate muiono.Sono tutte tradizioni orali sbagliate tramandate di genereazione in generazione.La donna è una creatura particolare e magica.Mi chiedevo ma l'incantesimo d'amore del flusso mestruale (o poche goccie di esso) immesso nel caffe e dato a bere alla persona che si vuole "incantare" funziona?Ne ho sentite di cose dalle mie parti (campania) ma io sinceramente non ci credo.Voi cosa ne pensate?

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 Oggetto del messaggio: Re: I Sacri riti del Sangue femminile
MessaggioInviato: 25/02/2011, 10:07 
Ehm.... Lvx mi stupisci :). Pensavo fosse un incantesimo conosciuto da pochi, infatti non ne ho mai fatto accenno perchè è tra quelli "tramandati" e di cui le streghe sono molto gelose.
Comunque tu hai fatto una domanda e io rispondo: si, funziona... ed è anche molto potente. Ovvio che vi è tutta una pratica da applicare ma...
funziona, funziona.... però non fatemi dire di più pubblicamente perchè non posso. Questa è un'area pubblica e non vorrei che ci fosse un anormale offerta di caffè ... ehm... macchiati. :D ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: I Sacri riti del Sangue femminile
MessaggioInviato: 26/02/2011, 14:32 
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Iscritto il: 24/05/2009, 1:19
Messaggi: 33
Oh cavolo scusami non volevo essere cosi esplicita ^#(^ se io l'ho chiesto è solo per curiosità ho fin troppo rispetto per le persone e per le pratiche magiche per farlo.

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 Oggetto del messaggio: Re: I Sacri riti del Sangue femminile
MessaggioInviato: 26/02/2011, 14:55 
Lvxnera ha scritto:
Oh cavolo scusami non volevo essere cosi esplicita ^#(^ se io l'ho chiesto è solo per curiosità ho fin troppo rispetto per le persone e per le pratiche magiche per farlo.


Nessun problema cara. Siamo qui per dialogare tranquillamente su tutto e non hai fatto nulla di male, anzi... sei stata inerente all'argomento.
Mi piacciono molto le persone curiose. ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: I Sacri riti del Sangue femminile
MessaggioInviato: 26/02/2011, 15:01 
Continuiamo....


La parola che noi conosciamo, ovvero “mestruo”, deriva sia da “mese”, sia da “misura” e da “luna” (dal latino men e dal greco mens, menos), ma la sua radice “me” o “ma” richiama forse il “mana”, l’energia immanente che per i melanesiani permeava ogni cosa esistente sulla Terra. Il ciclo mestruale era quindi una vera e propria emanazione di energia pura ed elementare che le donne condividevano consapevolmente, isolandosi nelle capanne sacre per poi uscirne rinnovate e colme di nuova saggezza.
In molti popoli il sangue femminile era intimamente connesso al Serpente e ai suoi simboli di ciclica rigenerazione. Il serpente, più di ogni altro animale per via del suo cambio di pelle, rappresenta le varie morti e rinascite che fanno parte della vita dell’individuo, ovvero i diversi momenti di passaggio da una fase all’altra dell’esistenza. Intensamente connesso alla Luna ed alle acque, alla terra e alla fertilità, il serpente è quindi emblematicamente inseparabile dalla Donna e dal suo sacro flusso, poiché la loro energia rigeneratrice è considerata simile.
Tra gli Indiani Chiriguanos, quando la giovane donna versa il suo primo sangue, le donne della tribù inscenano un rito in cui tentano di cacciare via il serpente che l’ha morsa, ferendola; in altre tribù, invece, le fanciulle danzano gioiosamente intorno all’immagine di un serpente, forse sotto ai raggi della luna che carezzano il loro bel corpo.
Un altro dei riti di passaggio che sono giunti sino a noi, legato al primo sangue delle fanciulle, proviene dalla tradizione dei Navajo ed è conosciuto con il nome di Kinaalda (“rito di pubertà”).
Secondo le leggende questo bellissimo rito fu insegnato alle donne da Estsanatlehi (“Madre di tutti”), la Donna che Muta, o Donna che si Rinnova, chiamata con molti nomi diversi tra cui Donna Conchiglia Bianca e Donna Dipinta di Bianco. Ella è la personificazione divina della Terra, con il suo Equilibrio immutabile ed i suoi Cicli perenni. Rappresenta l’eterno mutamento, l’interminabile girare della Ruota del Tempo, ma anche l’assenza del Tempo stesso che esiste oltre le concezioni ed i limiti umani; traccia il sentiero delle stagioni, che mutano quando Lei muta il suo abito, veglia sui cicli della Luna e delle Donne, su quelli del sangue e sui passaggi della vita femminile, specialmente su quello determinato dalla comparsa del mestruo che rende la fanciulla feconda.
Splendidamente vestita di candide conchiglie e di preziosi turchesi, è la segreta amante del Sole, con il quale fa dolcemente l’amore nei boschi verdi e sulle spiagge bagnate dalle onde, forse insegnando alle donne a fare lo stesso…
La sua pelle non raggrinzisce mai perché ogni qual volta Ella raggiunge una certa età si incammina verso Est, dove incontra la Se Stessa fanciulla e, abbracciandola, ne riassume le sembianze. Per questo si dice che fu Lei ad istruire le Donne sui segreti dell’Eterna Giovinezza, mostrando loro come mantenere viva ed ardente la Bimba interiore nonostante l’incedere degli anni ed il peso del corpo. Allo stesso modo, fu Lei a trasmettere loro tutta la Conoscenza tradizionale, così come gli antichi riti, i canti sacri, le parole magiche e i profondi misteri femminili. Fu Lei disegnare la Via della Bellezza e a donare l’istinto della Ricerca.
Le genti che la amano le parlano con affetto, le offrono doni e la nutrono; la venerano con i canti e con la narrazione, ma soprattutto con ciò che le è più caro, il Kinaaldaa cui avevamo precedentemente accennato.
In questo rito, che dura quattro giorni, la fanciulla divenuta donna si trasforma nella Donna che si Rinnova ed accoglie il Suo potere sacro dentro di sé, spargendo benedizioni al popolo che la festeggia con gioia e devozione. Le anziane della tribù la vestono con conchiglie bianche, simbolo della bellezza languida e voluttuosa delle acque e della femminilità, poi, facendola sdraiare con la pancia a contatto con la terra, la massaggiano con mani sapienti. Si crede, infatti, che nei momenti di passaggio e di iniziazione ad una nuova condizione di vita, il corpo ritorni morbido come al momento della nascita e che possa quindi essere “impastato” e “modellato” come fosse fatto d’argilla o di soffice pasta di pane. Così, lo si aiuta ad assumere una nuova forma, quella della donna fertile, in armonia con la trasformazione avvenuta interiormente.

Continua....


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 Oggetto del messaggio: Re: I Sacri riti del Sangue femminile
MessaggioInviato: 26/02/2011, 16:21 
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Iscritto il: 20/02/2011, 15:44
Messaggi: 128
Località: Sesta dimensione
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rispondo al post di luxnera...dalla poca esperienza che ho sconsiglio vivamente di fare certe pratiche per legare a se una persona....muovere certe energie e forzare la volontà di un uomo che non ci vuole più potrebbe produrre effetti molto negativi ed esporre a un bel colpo di ritorno..tra l'altro questi riti prevedono molta esperienza in quanto bisogna fare una procedura particolare...meglio il pensiero positivo...a volte serve.. ANAIS


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