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 Oggetto del messaggio: Jeffery Lionel Dahmer
MessaggioInviato: 02/07/2011, 19:09 
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Iscritto il: 27/03/2011, 22:39
Messaggi: 172
Questa non è una leggenda,ma mi è parso il posto adatto per questo post...


Jeffery Lionel Dahmer nacque nel 1960 a Milwaukee, all'età di sei anni si trasferì a vivere nell'Ohio con i genitori nella cittadina di Bath Township, qui fu molestato sessualmente da un vicino di casa.
I genitori dopo poco si separano, il matrimonio era già fortemente incrinato dalle nevrosi della madre e dalla dipendenza dall'alcool del padre.
Già all'età di dieci anni Dahmer iniziava a sezionare animaletti: decapitava piccoli roditori, sbiancava le ossa di volatili con l'acido e mutilava cani.
Nel periodo attorno al 1978 fece la sua prima vittima un autostoppista di nome Steve Hicks, che strangolò dopo averlo tramortito e, dopo averlo smembrato, compì rituali di cannibalismo prima di seppellirlo in buste di plastica nel giardino.
Parte per il servizio militare nel 1979, nella località tedesca dove si trova si verificano tre omicidi con macabre mutilazioni, rimasti senza colpevole.
Nel 1982 si trasferì a vivere a West Allis nel Wisconsin con la nonna e proprio qui in agosto fu arrestato per atti osceni in luogo pubblico, per lo stesso crimine fu nuovamente arrestato nel settembre del 1986, fu condannato ad una terapia psichiatrica.
Soltanto nel 1991 Dahmer confessò di essere responsabile della scomparsa di Steven Tuomi avvenuta a Milwaukee nel settembre 1987, cui seguì la scomparsa di Richard Guerrero.
Nell'autunno del 1988 la nonna indispettita dagli orari impossibili di Jeffery e dal cattivo odore dei suoi "esperimenti" lo cacciò di casa, il giovane quindi andò ad abitare in un appartamentino a Milwaukee North strada 25.
Subito fu arrestato per molestie sessuali nei confronti di un ragazzino che aveva adescato, la lite fra i due aveva attirato l'attenzione dei vicini che avevano chiamato la polizia, venne condannato e successivamente scarcerato agli inizi del 1989, in attesa della sentenza definitiva.
Nel marzo 1989 Jeffrey massacrò un'altra vittima: Anthony Sears, condannato ad un anno di carcere uscì in anticipo per buona condotta.
La lunga scia di sangue però non si fermò, fu la volta di: Edward Smith, Raymond Smith, Ernest Miller, David Thomas, Curtis Straughter, Errol Lindsey e Anthony Hughes.
Nel maggio 1991 Konerak Sinthasomphone, il mambino che che Jeffery aveva molestato nel 1988, fu trovato dai vicini nudo, sanguinante e sotto shock, portato alla polizia accusò Dahmer, Jeffery si "discolpò" dicendo che il giovane era il suo amante omosessuale e dal momento che il giovane non parlava inglese gli fu riconsegnato. Fu la condanna a morte del giovane.
Successivamente a questo episodio Dahmer uccise: Matt Turner, Jeremiah Weinberg, Oliver Lacy e Joseph Brandehoft.
Nel luglio 1991 Tracy Edwards riuscì a sfuggire al proprio aguzzino conducendo la polizia al suo covo, nel quartiere Oxford di Milwaukee nell'appartamento 213; ciò che gli agenti si trovarono davanti era raccapricciante, nell'ambiente ordinato e pulito trovarono:
Teste conservate qua e là, alcune in frigorifero e altre tre in cima all'armadio, ossa e teschi umani conservati con cura, casse di acido piene di resti umani, genitali mummificati conservati dentro un cappello mentre nell'armadio fu rinvenuta la mano di un uomo.
Furono rinvenuti anche gli strumenti di lavoro di Jeffrey, secchi di metallo, seghe, coltelli da macellaio ecc., furono ritrovate centinaia di fotografie che Jeffrey faceva alle vittime, uomini nudi, morti, senza testa, dilaniati, sezionati e fatti a pezzi.
Soltanto dopo l'arresto e successive confessioni, si scopre che fine hanno fatto le persone scomparse, per la maggioranza giovani omosessuali di colore.
Dahmer li adescava e con scuse banali li conduceva nella sua casa: li drogava o li faceva ubriacare, li fotografava in pose erotiche, prima di ammazzarli, a volte invece gli uomini venivano tenuti in vita per giorni interi prima di essere uccisi, violentati e smembrati, Dahmer tenta vari esperimenti, con l’intento di creare degli “schiavi sessuali” e raccontò che praticava dei fori nei lobi temporali delle teste delle vittime in cui iniettava acido muriatico alternato ad alcool etilico, nel tentativo di annullare completamente la loro personalità e di mantenere vivo il corpo.
Sui cadaveri esegue ogni forma di sevizie, dal cannibalismo alla necrofilia ed anche strani rituali in cui bruciava bastoncini d’incenso nei teschi delle vittime come per attirare i loro poteri benefici su di lui.
Da vero serial killer riuscì sempre a passare inosservato e, quando i suoi vicini gli chiedevano conto dei rumori e della puzza provenienti dal suo appartamento, si giustificava dicendo: "sto mettendo su una nuova libreria" o "il frigo si è rotto e la carne sta marcendo".
Dahmer dimostrò sempre una fredda lucidità ogni qual volta si trovava a rispondere di qualche accusa con la polizia.
La carriera di Dahmer era finita definitivamente: venne condannato per l'assassinio di ben 17 vittime, venne incarcerato e morì in carcere per mano di un altro detenuto; Christopher Scaver il 28 novembre 1994.

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