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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: le torture
MessaggioInviato: 27/03/2009, 18:24 
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Iscritto il: 19/03/2009, 18:29
Messaggi: 88
Località: Caserta
Allo scopo di non applicare ingiustamente le pene contro innocenti, invece di un saggio sistema d'indagine o di un sicuro spionaggio, gli uomini idearono la tortura, sistema barbaro di inquisire il colpevole, che per tanti secoli disonorò l'umanità, inclusa la civilissima Europa. Tutti i popoli hanno ammesso la tortura, in modo tale che per il dolore a lui provocato, il criminale venisse spinto a confessare il proprio delitto. In generale però, con questo mezzo che fu riconosciuto una diabolica invenzione da tiranni, non si giungeva che ad ottenere risultati contrari al vero. Presso i Greci la tortura era adottata solamente contro gli schiavi, e benchè i loro padroni avessero avuto il diritto di rifiutarsi non lo facevano mai, mentre il pubblico accusatore chiedeva sempre l'applicazione del tremendo sistema. Inoltre gli schiavi non potevano essere messi alla tortura a meno che non si fossero resi colpevoli di un delitto contro l'onore, contro i beni e contro la persona dei loro legittimi possessori e padroni. Questi erano i sistemi dei Romani primitivi, sotto i Re, e nel periodo glorioso della Repubblica; ma all'epoca della tirannia dittatoriale di Silla, all'epoca dei primi Cesari, la tortura fu fatta degenerare in numerosi abusi, benchè la legge accordasse dei difensori. Ad Atene e a Roma si ricorreva per lo più alla frusta, alle verghe, al bastone, ma il nome generico che si dava ad ogni sorta di supplizio generico per cavar di bocca ai rei la verità o per punirli quando l'avessero detta, era quella di "tormentum". Si dice che l'imperatore Comodo inventò la "Ruota" per divaricare e spezzare le membra dei rei. Questo barbaro castigo di applicava in vari modi. Lo "schiacciamento" si otteneva per mezzo di due ruote pesantissime di forma cilindrica; si ponevano queste in cima ad un monte o ad un piano inclinato, quindi il torturato, interamente nudo, era legato sopra di esse che venivano lasciate scorrere verso il basso dove giungevano dopo avere letteralmente ridotto in poltiglia le membra del disgraziato. Si adoperavano anche delle ruote di un diametro più piccolo e di cui la superficie era ricoperta di denti e di spunzoni. Si attaccava il delinquente su questa ruota in modo che le punte potessero profondamente penetrare nelle sue carni. Poi si rotolava l'apparecchio per terra oppure si abbandonava il condannato in quella posizione nell'attesa di una lenta morte. Per aumentare la crudeltà del supplizio, si piantavano in terra dei lunghi chiodi di ferro e si faceva correre la ruota su quel cammino spinoso in modo che il "paziente" fosse tormentato da due parti. Il terzo metodo, quello dei Romani e di loro invenzione, era anche più barbaro. La ruota, costruita come quella descritta sopra, riposava sopra un'asse munita di una manovella e supportata da un cavalletto di legno. La superficie della ruota si trovava, così, leggermente sollevata da terra. Si piantavano chiodi e spunzoni nella parte del terreno situata sotto la ruota e quando questa veniva messa in movimento, il condannato che vi era legato sopra si trovava straziato atrocemente. Per accrescere le sue sofferenze gli aiutanti del boia battevano furiosamente con degli staffili, con delle verghe, su quel corpo ridotto in brandelli. Se al disgraziato restava ancora un alito di vita, il boia accendeva un fuoco che consumasse quei miseri resti. Nella "Miloniana" Cicerone fa allusione all' "Eculeo", altro barbaro modo di supplizio, speciale ai Romani. Era uno strumento di legno, molto alto, raffigurante rozzamente un cavallo; su quello era fissata una punta acuminata. Il criminale era obbligato a sedersi su questa punta e quindi gli venivano attaccati ai piedi degli enormi pesi per aumentare la pressione del corpo su questo "embrione d'impalamento". Trattandosi di grandi criminali le
sofferenze dell'eculeo erano aggravate a mezzo degli uncini, delle unghie e delle corde, che non erano altro che dei terribili strumenti, fatti per lo più in forma di pettine e coi quali il boia strappava alle sue vittime la carne a brandelli. MA che cos'era questa sorta di tortura paragonata al "tormento del fuoco"? Il criminale era costretto a camminare a piedi nudi su dei carboni ardenti, oppure legato sopra una specie di banco, in modo da non poter fare nessun movimento, gli venivano posti sulle parti sensibili del corpo carboni ardenti! Trattandosi di grandi delinquenti, specialmente se accusati di delitto politico, erano attaccati ad un blocco qualunque in modo che i piedi potessero pendere liberamente, e allora sotto i piedi stessi si accendevano le fiamme. Gli accusati di delitti d'importanza minore passavano per una serie di torture più semplici. Esse erano:


-Il TORMENTO DELLA FAME, che consisteva nel far digiunare l'accusato finchè non si decidesse a confessare.

-Il TORMENTO DELLA SETE, anche se più feroce perchè l'accusato era
nutrito con cibi salati e mantenuto costantemente in ambienti caldissimi.

-La TORTURA DELLA VEGLIA, per cui il delinquente posto nudo in piedi
fra due sentinelle che si davano il cambio d'ora in ora, non poteva neanche
socchiudere gli occhi sotto pena di una scarica di nerbate.

-Il TORMENTO DELLA CAPRA, per il quale l'accusato era legato strettamente; gli venivano spalmate le piante dei piedi di sale: quindi si faceva venire una capra, la quale ghiottissima di sale, leccava tanto le piante dei piedi da mettere le ossa allo scoperto, senza considerare, da principio, le convulsioni spasmodiche provocate da quell'atto in una parte tanto delicata.

-Il TORMENTO DEL SALE, poteva spesso provocare la morte dell'inquisito al quale si cacciava in gola un batuffolo di lana impregnata di acqua salata.Talvolta i movimenti dell'esofago facevano discendere il tutto nello stomaco del condannato e ne provocava la morte.

-Il TORMENTO DELLO SCARABEO consisteva nel porre questo insetto, coperto da
un vaso rovesciato, sul corpo del paziente che provava le più terribili sofferenze; talvolta invece dello scarabeo si mettevano delle api o delle vespe.

-Il TORMENTO DELLA CORDA veniva applicato nello stesso modo con cui fu applicato da tutti popoli fino alle più recenti età, essendo uno degli strumenti che più hanno resistito al tempo e all'invasione della civiltà, e Garibaldi lo seppe in America quando dovette subire l'orribile supplizio per ordine del feroce governatore Millan.

il pestilenziale virus insito nell'uomo.....la sua celata bestialità.... ~x( @};- @};- :l:

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 Oggetto del messaggio: Re: le torture
MessaggioInviato: 28/03/2009, 2:47 
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Iscritto il: 13/12/2008, 19:53
Messaggi: 148
L'uomo è un essere pieno di creatività non c'è che dire, siamo capaci di pensare e possiamo vedere in qualsiasi museo della Tortura come il pensiero è stato applicato bene. :ymsigh:
Io ne ho lette anche di peggio di quelle postate da te, veramente terribili.

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 Oggetto del messaggio: Re: le torture
MessaggioInviato: 30/03/2009, 10:22 
questo è il più terribile...sarà che ho paura ...anzi più che paura è fobia..
x_x :-ss :-ss :-ss


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 Oggetto del messaggio: Re: le torture
MessaggioInviato: 07/04/2009, 22:51 
Moderatore
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Iscritto il: 05/03/2009, 14:58
Messaggi: 806
Località: nomade
A proposito di torture... vi copio un articoletto che ho scritto io su un altro sito realtivo alla tortura delle streghe.. visto da un punto di vista differente.. e poi ditemi ke ne pensate (non del mio articolo..uhahaha.. ma del caso in questione!!)

Io ho letto un libro molto interessante nel quale vengono riportate le testimonianze dei maggiori inquisitori e anche degli studiosi dell'epoca..
Mi sono meravigliata di trovare tra di essi una personalità parecchio interessante quale quella di Martin Del Rio.
Stiamo parlando di un teologo gesuita fiammingo con alle spalle studi profondi legati alla legislazione (in particolare dobbiamo ricordare che prima di ricevere la vocazione gesuita aveva lavorato come "avvocato" se così possiamo definirlo, presso personalità molto potenti dell'epoca): proprio la sua impeccabile conoscenza del diritto romano lo portò ad essere uno dei più flessibili disquisitori sull'argomento inquisizione.
Fu proprio il suo background culturale a portarlo a vedere gli accusati di stregoneria prma di tutto come esseri umani: prima di poter muovere l'accusa verso di loro, come il diritto romano voleva, occorreva infatti raccogliere tutte le prove possibili immaginabili. Se anche una sola prova non fosse combaciata perfettamente con le altre, l'accusa nn sarebbe stata ritenuta valida.
Le torture erano perfettamente inutili: xkè attuarle quando, in realtà, le informazioni ricercate, sarebbero potute uscire in altro modo? Ecco, proprio qui stava l'umanità dell'inquisitore: riuscire a nn farsi trascinare dalla foga della tortura..
Questa infatti avrebbe dovuto essere considerata come ultima spiaggia.. e anche qui.. attenzione.. bisognava sempre ricordarsi di avere davanti un essere umano. Quindi, la tortura nn doveva superare un certo limite di tempo, non doveva essere ripetuta prima di 48 ore e , altra particolarità, le confessioni che erano state fate sotto la prima tortura, se non venivano riferite alla stessa maniera o addirittura negate durante la seconda, nn erano da ritenersi valide.
Non stiamo parlando di uno stinco di santo in nessun caso, visto che DelRio aveva anche parecchio fantasticato sulla problematica della stregoneria vedendola solo nel suo peccato più grave e scadaloso, ovvero l'unione sessuale con il demonio.. tutto il resto ne era solo una conseguenza..
Se volete avere un'idea più precisa della cavillosità (si dice così??) di Del Rio nell'interpretazione dei segni demoniaci, sul modo di tortura e quant'altro, vi passo direttamente questo link..
http://cultura.ventimiglia.biz/tortura1.htm#tortur1

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 Oggetto del messaggio: Re: le torture
MessaggioInviato: 22/05/2009, 19:16 
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Iscritto il: 13/12/2008, 19:53
Messaggi: 148
Un minimo di "umanità" (non credo sia la parola giusta) a volte fa capolino.

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